Il "Sugo Finto"

Il "Sugo Finto"

Il “Sugo Finto” è un condimento della tradizione contadina marchigiana.

Al tempo della mezzadria in cui il contadino non disponeva di delle odierne risorse alimentari era compito della Vergara (la donna di casa) sfamare la famiglia con quanto offriva la campagna o la modesta dispensa.

Nasceva così il sugo “finto” proprio perché aveva il sapore e il profumo di carne pur non contenendo carne. Infatti a differenza del classico ragù in questa ricetta non vi erano carni fresche solitamente costose e destinate al consumo dei “signori”.

Per i contadini marchigiani di un tempo infatti, il ragù era destinato solo alle giornate di festa e alle occasioni speciali mentre per il pasto quotidiano ci si doveva arrangiare con quello che c’era.

La Vergara allora preparava l’onnipresente battuto di lardo e vi aggiungeva il guanciale (c’era sempre un guanciale appeso in cantina). Dopo averlo fatto soffriggere con sedano, carota e cipolla, univa la salsa di pomodoro, rigorosamente fatta in casa o se disponibile il pomodoro fresco a pezzi.

Dopo una lunga bollitura a fuoco lento il sugo finto, ormai dall’aspetto molto simile a quello vero, quando non c’erano gli spaghetti, si accompagnava tradizionalmente ai “tajulì pilusi” una sorta di tagliatella fresca fatta in casa priva di uovo (perché anche quello era prezioso).

Con una spolverata di pecorino il risultato era un piatto povero ma ricchissimo di sapore.

Per profumo e aspetto ricordava delle vere tagliatelle con del vero ragù e questo lo faceva sembrare ancora più buono e per qualche momento anche il contadino poteva sentirsi un signore. E alla fine bastava una fetta di pane per fare la scarpetta e avere anche un “secondo piatto” e la pancia piena in vista del duro lavoro nei campi.

Quella del sugo finto è una preparazione che esemplifica la cucina tradizionale marchigiana fatta di ricette nate esclusivamente per necessità in un’epoca di fame e difficoltà di una classe, quella contadina povera e con un basso livello di istruzione ma con un incredibile ingegno e capacità di adattamento.

Questa è la ricetta che prepariamo ancora oggi come l’ha insegnata a noi nonna Argenta, la nostra vergara di casa, una donna di carattere ma molto generosa come sapevano essere solo le donne di campagna di una volta.

E’ lei che ci ha insegnato a cucinare ed è solo grazie a lei che ancora oggi possiamo farvi

gustare questa ricetta.